Noi crediamo che i fenomeni migratori possano essere estremamente positivi: la libertà di circolazione, la contaminazione di culture, il desiderio di cambiamento sono tutti legati anche ai processi di mobilità geografica.

Non ci piace un mondo in cui i grandi capitali finanziari si muovono liberamente, senza limiti, e invece si pongono barriere, filtri, muri alla mobilità delle persone, come sempre più sembra prefigurarsi perfino all’interno dell’Europa.

Fatta questa affermazione di principio, è chiaro che purtroppo spesso la mobilità e le ondate migratorie nascono e si sviluppano sulla spinta di quel crescente divario che si impone, anche nelle ricche società del mondo occidentale, tra chi è sempre più ricco e chi, per mancanza di opportunità, è costretto a emigrare. E’ il caso del nostro paese che, a partire dall’esplosione della drammatica crisi che dal 2008 lo ha investito, ha visto crescere di nuovo il numero di chi emigra riducendo in maniera considerevole lo scarto rispetto a quanti arrivano nel nostro pase fuggendo dalla fame, le guerre e le miserie soprattutto dell’Africa. Continue reading