Accade sempre più spesso, ora che si è entrati nel vivo della campagna referendaria.

Durante una delle tante distribuzioni dei volantini per sostenere le ragioni del No, qualcuno non prende il volantino, ma a bassa voce e con fare circospetto ti dice “non lo posso dire in pubblico, sai questi renziani sono un po’ vendicativi, ma io voterò no al referendum, grazie per il vostro lavoro”. E si allontana frettolosamente per non destare sospetti.

La campagna per il referendum costituzionale entra nel vivo anche per gli italiani all’estero.

Mentre i sostenitori del Si contano soprattutto sulle risorse dei senatori e deputati eletti all’estero, con staff al seguito, i sostenitori del No stanno facendo una campagna meno nota alle agenzie di stampa, ma più molecolare: piccoli incontri, volantinaggi nei luoghi di ritrovo degli italiani, passaparola tra amici e conoscenti. Il tutto molto informale, vecchio stile, per far sì che anche chi è contrario alla riforma possa, senza clamori, esprimere il proprio dissenso.

Le schermaglie proseguono senza sosta anche sui social network, registrando una forte attivismo dei deputati eletti all’estero, seguite dalle risposte, quasi sempre centrate, degli illustri sconosciuti sostenitori del NO.

Singoli membri di molti patronati, stanno via via prendendo posizione per il NO, anche pubblicamente, suscitando notevoli dibattiti nell’emigrazione meno recente. Continue reading